"Siamo già in quel periodo dell'anno?" (cit.)
Rileggo Sandman per l'ennesima volta. Ormai ho perso il conto.
Questa mattina, mentre aspettavo di andare a lavoro, leggo il capito d'epilogo de La Stagione delle Nebbie quarto volume della saga.
Lo leggo con scioltezza e piacere. Lo ricordo bene. E' una lettura sicura e familiare. Eppure, mi rendo conto, che le parole scritte possono essere intese in tutt'altro modo rispetto a quello che avevo sempre inteso.
[Ora parlerò esplicitamente della storia e ciò che avviene, se non l'avete ancora letto e vi turbano le anticipazioni non leggete.]
In questa storia Lucifero decide di abbandonare l'Inferno. Lo svuota di ogni anima dannata e caccia tutti i demoni che vi dimorano. Lascia la chiave del suo regno a Morfeo. Questi sarà messo in difficoltà dalle numerose richieste da parte di molti pantheon per venire in possesso dell'Inferno. Per farla breve alla fine saranno due angeli a nome del Creatore stesso, Dio, a richiedere la chiave. Morfeo gliela lascierà. L'inferno verrà gestito dai due angeli (uno dei due non ne sarà particolarmente felice), si riaprono le porte, tornano i dannati, tornano i demoni.
Dice l'angelo Ramiel: "Vi faremo del male. E non ci dispiacerà. Ma non lo faremo per punirvi, bensì per redimervi. Così dopo sarete migliori. E perchè vi amiamo. Un giorno ci ringrazierete per questo."
Nella vignetta successiva vediamo l'angelo librarsi in aria in una posa che ricorda tanto Superman.
Ora, tutte le altre volte che ho letto queste battute le ho sentite positive. Un'inversione di punto di vista. L'Inferno assume il ruolo non di dannazione ma di perdono attraverso la penitenza. Che è la visione della sofferenza insegnataci dal catechismo.
Non so perchè ma, quest'ultima volta c'ho visto altro. Mi è parso di sentire una nota discordante. E se in realtà volesse dire proprio l'opposto. L'angelo è costretto in quel luogo che non vuole abitare, a fare cose che non vuole fare. La sua sembra più una giustificazione. Un cambiamento solo nominale che in realtà mantiene lo status quo. Non per niente, quindi, quest'ultimo capitolo non ha un numero ma viene indicato dal segno infinito. Tutto resta uguale. Le azioni vengono ripetute.
Non credo che un'interpretazione escluda l'altro. Forse l'angelo è convinto del buon senso delle sue affermazioni. Sento gli echi delle buone intenzioni alla nascita di certi regimi.
Mi colpisce soprattutto che sia un pensiero mai sfioratomi prima e ora emerso.
Sarò cambiato.
E ora prendo in mano il volume successivo. Il Gioco della Vita.
Fu il primo dei dieci volumi di Sandman che acquistai. Ricordo la titubanza nell'acquisto, perchè sapevo chi era Gaiman. Mi ero informato sul fumetto e mi incuriosiva. Ma i disegni, quei disegni così brutti.
Ora sfoglio il volume e mi accorgo che non riesco proprio a vederci una bruttura.
venerdì 7 marzo 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
Tornare a volare
Un giorno Marco tornerà a volare. Prima di farlo, però, dovrà volare nella mia fantasia. Per ora, i piedi, sono ancora pianati a terra.
Stò rimettendo disponibili le vecchie strisce, ne aggiungo una al giorno QUA.
mercoledì 8 gennaio 2014
Ancora Bambini 01
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mercoledì 20 novembre 2013
E Quando Giunse Quel Momento... (Parte Ultima)
E così ecco il finale di questa storia. Non aggiungo altro se non che ogni commento sarà apprezzato.
In oltre ho aperto una pagina in cui potete trovare tutte e sei le parti.
sp
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lunedì 28 ottobre 2013
E Quando Giunse Quel Momento... (parte cinque)
Se c'è qualcosa che non ricordate QUI trovate le precedenti parti della storia.
Qui sotto invece il nuovo episodio:
Qui sotto invece il nuovo episodio:
(cliccate per ingrandire)
Next: parte ultima.
sp
martedì 15 ottobre 2013
E Quando Giunse Quel Momento... (parte quattro)
Ok, anche chi ha letto le precedenti parti mi sa che non se la ricorda più. Del tipo che si potrebbe instaurare un dialogo del genere
essepì: Ho ripreso in mano "e quando giunse quel momento"
Ale: Sono sincero...non mi dice nulla:(
essepì: Una storia che non ho mai concluso. se cerchi su google ti viene subito fuori
Ale: Dopo controllo. Magari so già tutto ma non mi sovviene nulla.
E' un dialogo ipotetico,eh. Tanto per dire. Magari qualcuno se la ricorda. D'altronde l'aprile 2012 è passato da poco. Comunque, se proprio non ve la ricordate, questa è la prima parte, questa la seconda, e questa la terza.
E questa la quarta:
domenica 13 ottobre 2013
ho sognato...Batman!
(clicca per ingrandire)
Lo scorso weekend si è svolta la 24 Ore del Fumetto a Villanova del Ghebbo (Ro). Per motivi tecnici non sono potuto essere presente fin dall'inizio. quindi per me niente 24 ore quest'anno. Ho però approfittato dell'occasione per raccontare questo mio vecchio sogno.
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sabato 12 ottobre 2013
Il nuovo romanzo di Neil Gaiman
E' uscito il nuovo romanzo di Neil Gaiman. Il titolo italiano è "L'Oceano in Fondo al Sentiero". Lo pubblica Mondadori nella collana Strade Blu.
- Non ho potuto aspettare nemmeno un giorno per leggerlo.
- L'ho letto nell'arco di 48 ore (son solo 190 pagine.)
- Arrivato alla fine ne avrei voluto ancora.
- Lo stesso Gaiman ha raccontato che doveva essere un racconto scritto per la moglie e che poi si è sviluppato fino a prendere la forma di un romanzo. Questo si vede. La trama racconta di un uomo che, nel giorno di un funerale, tornato nei luoghi d'infanzia, inizia a ricordare cose incredibili. Un'infanzia in cui emerge il fantastico, l'orrore, il surreale. E' quello che succede in diversi suoi racconti e che qui si sviluppa in una trama di più ampio respiro.
- Si, c'è qualcosa di già letto per chi conosce Gaiman.
- Si percepisce che è un libro molto personale. Pesato. Riflessivo.
- La produzione dell'autore la si può dividere nel filone bambini\ragazzi e quello per "grandi". Questo libro viene presentato come un libro per adulti. Così non è. E' un libro che dovrebbero leggere grandi e piccini,anche se non capiscono tutte le parole. Lo stesso Gaiman lo scrive all'interno della storia. Non credo sia corretto riportare i passaggi ma, dico a chi lo leggerà, di cercarli.
- E' un libro che consiglio di leggere.
lunedì 7 ottobre 2013
L'ultima mano
Ricapitolando:
resomi conto di aver perso la mano (qua), è stata ritrovato da Aoichan (qua) e se ne è presa cura (qua).
Ora è tempo che prenda atto dei fatti.
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domenica 29 settembre 2013
lunedì 23 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
Scherzo di mano...
Quindi andate a chiedere così magari riprende a disegnare.
sp
giovedì 12 settembre 2013
sabato 7 settembre 2013
Eroi DC - SOLO
Ho scritto alcune righe su una breve storia di Gaiman che ho trovato in questo volume. Se volete leggerle andate su neilgaimania o cliccate QUA.
sp
sp
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lunedì 26 agosto 2013
"la macelleria" di Bastien Vivès
Parliamone un po'.
Le storie d'amore non mi interessano. Non mi permetto che possano interessarmi.
Mi interessano le storie di supereroi, ad esempio. Questo mio interesse mi porta spesso a leggere cattive storie di supereroi.
In tutto questo c'è un errore. L'etichettare le storie con un genere mi porta ad essere traviato. Ci son solo due "generi" di storie: storie buone e storie cattive. Dietro ad una buona storia, tendenzialmente, ci sarà un buon autore.
Bastien Vivès è un buon autore. Tanto buono che mi ha fatto leggere, ed apprezzare, storie d'amore. La storia è sempre la stessa: un ragazzo incontra una ragazza, c'è l'avvicinamento, c'è il corteggiamento, c'è l'idillio, c'è la rottura e la fine. Tutto dipende da come viene raccontato. Vivès, attraverso le sue opere, sembra portare avanti un lavoro d'analisi. Fredda osservazione ne Il Gusto del Cloro, con la più totale mancanza di commento in Nei Miei Occhi.
Ne La Macelleria mantiene il tratto già visto in Nei Miei Occhi. Un essenziale disegno a pastello con pochi tratti d'inchiostro a definirlo. Niente sfondi. Lo sguardo si focalizza sulla figura umana. E' il disegno stesso a parlare. In quarta di copertina sono riprodotti quattro momenti di una scena di danza. Le "figurine" di Vivès sembrano danzare per tutto il tempo raccontato dal fumetto, sia che stiano giocando a ping pong, sia che siano ferme davanti ad uno specchio.
Si diceva che porta avanti lo stile visto in Nei Miei Occhi ma, al di là della pura tecnica di disegno, se ne differenzia particolarmente. Cambia la prospettiva, ora in terza persona. La storia diventa ancor più generica e universale. E' La Storia. Niente nomi. Niente narrazione. Solo alcuni momenti che ognuno può riconoscere. Ad intervallare questi momenti intermezzi allegorici in cui, personaggi visti lontanissimi da noi, recitano la loro parte. C'è tanto dolore, tanta pateticità.
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L'edizione è pregevole. Un libricino che ricorda nella grafica un ricettario di cucina. Il tutto di un'assoluta essenzialità che valorizza il fumetto che vi è contenuto.
Mi vien spesso di fare un rapporto tra il tempo di lettura e il prezzo. Come se a tal costo debba corrispondere un determinato tempo di lettura. Altro ragionamento sbagliato. Non è il tempo ma la qualità a dover essere rapportata. Un'alta qualità porterà a riprendere in mano il volume più e più volte. A farlo ritornare alla mente. A compararlo e usarlo come metro di riferimento con altre opere. Insomma la qualità diventa anch'essa tempo su cui rimanere sull'opera. Perciò, anche se in dieci minuti si arriva alla fine de La Macelleria, posso dire che comunque ne vale il prezzo.
titolo: La Macelleria
autore: Bastien Vivès
edito da: Diàbolo Edizioni
formato: 15x20 cm, cartonato, col., 90 pag
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