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martedì 2 luglio 2013

Storie che NON Leggerete, MAI: Capitolo CINQUE


Il vecchio Bruce Wayne siede sulla poltrona. Poca fa, l'ancor più vecchio Alfred, gli ha mostrato la prima pagina del giornale: il Joker è morto. Come in trance il milionario di Gotham ha re-indossato il costume che non ha più messo dall'ultimo scontro. La maschera rotta a metà. Una figura triste e rovinata. Il tessuto spaccato ripropone la spaccatura che a sua volta si cela sotto.

Una scena triste e ridicola pensata all'età di otto anni.

sp

domenica 16 giugno 2013

Storie che NON Leggerete, MAI: Capitolo QUATTRO





Non ho altro da aggiungere riguardo alla storia in sè.

E' un'idea che mi è venuta molti anni fa. Ricordo che in un blog, o in chissà quale sito, lessi di un disegnatore che cercava una sceneggiatura. Io gli proposi questa storia. Siccome non volevo fargli torto pensando che si sarebbe sentito sminuito se avessi precisato troppo le scena gli abbozzai a grandi linee quello che succedeva. Praticamente gli scrissi il soggetto, non la sceneggiatura. Lui mi rispose incazzato, sembrava offeso, "questa non è mica una sceneggiatura!" mi disse.
Non bisogna farsi riguardi verso gli altri.

sp

giovedì 25 aprile 2013

Le Storie che NON Leggerete, MAI: Capitolo TRE

 "Io Vinco" è l'idea per una storia breve, magari di quattro pagine, magari per un concorso di fumetti. Un "magari" rimasto ipotetico.


"Il mondo si divide in due" dice "chi vince e chi perde. Io vinco". Un uomo il cui unico senso è sconfiggere gli altri, abbatterli a suon di mazzate. Non fermarsi mai, avanzare lasciando tutti indietro.


Poi un giorno entra in una locanda e si trova faccia a faccia con lui. E' la prima volta che lo incontra eppure capisce. Capisce che con lui non ce la può fare. Non riuscirà a sconfiggerlo. Si fermerà. Diventerà un perdente.
E allora che senso ha avuto tutto?

fine


Il tizio della locanda era già comparso in Nove Passi, 24 Ore del 2008, e in Attraverso il Silenzio.

martedì 16 aprile 2013

Le Storie che NON Leggerete, MAI: Capitolo DUE

C'è un uomo in cerca di una verità. Viaggia per il mondo e vuole scoprire il vero significato del male. Male con la lettera maiuscola non solo perchè è una parola scritta dopo un punto.
Riesce a trovare Satana, facciamo che lo trova nelle profondità di una caverna nelle profondità della terra? Facciamolo.E gli pone la domanda: che cos'è il male?
E Satana come risposta gli racconta una storia. La storia di Gesù. Un Gesù diverso da quello appreso al catechismo e che in realtà è il capo dei ribelli di una setta ebraica che combatte contro l'impero romano. Alla fine viene arrestato e al processo c'è un altro uomo con il suo stesso nome. Alla folla, dato che si è in tempo di Pasqua, viene data la possibilità di liberare uno dei due prigionieri. La folla libererà il nostro buon Gesù guerrafondaio condannando perciò l'altro malcapitato.
E quindi che vuol dire questa storia? Qual'è la risposta alla domanda sul male? E il triste Satana rivela che il male non è altro che una scelta sbagliata.
fine


Anche se non so scrivere più di tre righe di seguito questa era l'idea per un libro.
Ripensandoci ora non so bene come mi si sia strutturata in testa perchè presenta due periodi ben diversi della mia vita.
La cornice del racconto, quella con Satana, è stata sicuramente pensata quando ancora credevo. La figura della Stella del Mattino è fotocopiata dal Satana Nagaiano. Un angelo ancora bello e nobile. Si differenzia solo per il fatto che non è più addirato con Dio anzi è pentito del suo peccato di superbia, sa anche che Dio lo perdonerebbe e lo farebbe tornare in Paradiso se lo volesse. Non ritorna per un suo senso di responsabilità verso i demoni che l'hanno seguito e che per causa sua son diventati demoni. Traspare in quest'idea un senso di positivismo verso il credo in una divinità.
La parte centrale, quella dei due Gesù, deriva dalle letture che feci e che mi portarono a ribaltare la mia opinione sulla religione fino a considerarmi ateo per un certo periodo. Brevemente, si ipotizza che in realtà Barabba fosse lo stesso Gesù. Considerando il fatto che un ebreo non può nominare il nome di Dio, Gesù, in quanto egli stesso ebreo, avrebbe usato un altro epiteto, diciamo padre, che in aramaico è "abba". Per indicare "figlio di" si dice Bar quindi Gesù Figlio del Padre diventa Yeshua Bar Abba, Gesù Barabba. Nella Bibbia Barabba si chiama Gesù ma tendenzialmente non ci si fa caso.
Non mi soffermo su queste teorie dal retrogusto complottistico, non ne ho la competenza ne abbastanza conoscenza. Sta di fatto che scavando nella formazione di questa storia vedo come due blocchi d'idee sono andati ad amalgamarsi per unirsi in un'unico racconto che non vedrà mai la luce.
E va bene così.

martedì 9 aprile 2013

Le Storie che NON Leggerete, MAI: Capitolo UNO

Per la maggior parte delle volte, quando invento una storia, faccio una gran fatica a dare un titolo. Mi riduco alla fine a metterne uno posticcio. A volte però il titolo arriva fin dall'inizio ed è quello giusto.
E' il caso di "Essere Umano o Essere Umano?". Storia di un bel po' di anni fa, credo quattordici o quindici, con protagonista un demone.

Il titolo è il quesito del demone. Si è umani in quanto tali o perchè ci si comporta in modo umano?
Il demone, nei miei proposti, non aveva nulla di positivo. Semplicemente dopo una lotta con un altro demone viene salvato da un monaco. Questo lo mette in dubbio. Una creatura così debole si rivela così forte aiutandolo. Vede in quell'atto qualcosa di grande che la sua forza non riesce a decifrare e, siccome per lui la forza è tutto, vuole capire. Decide perciò di vivere tra gli uomini, come un liceale. Una ragazza instaurerà un rapporto con lui, non lui con lei.
E alla fine il monaco muore. Il nemico del demone attacca l'uomo per colpirlo. Il demone si chiede dov'è finita tutta la forza del monaco, qual'è il senso e resta perciò senza risposta.
fine.




Visivamente, nel realizzare il demone, c'è l'influenza di Devilman di Nagai e di Wolverine e un pizzico di Toriyama nell'assenza di naso. Il demone l'ho inserito in Attraverso il Silenzio.

Ripensando a cosa parlavano queste storie vedo quanto son cambiato. Sono il riflesso dei miei ideali, del mio credo. Ero credente e mi ritrovavo la testa piena di diavoli e angeli con una visione positiva della fede. 
Il demone avrei voluto utilizzarlo anche in un'altra storia...


...un fantasy, in cui una compagnia attraversando il deserto trova una statua. Si accorgono poi che la statua in realtà è viva, è il demone in riflessioni da un'infinità di anni. Ci fù un tempo in cui incontrò Gesù e ne fu così colpito che era ancora li a riflettere su quell'uomo. Scritta così sembra proprio un'idea scema.

E a proposito di Gesù! Anzi no, avremo tempo di parlarne nel prossimo capitolo.

lunedì 1 aprile 2013

Le Storie che NON Leggerete, MAI: Prefazione



Tutto qua. Ho un quaderno da riempire. Ho delle storie che avrei dovuto raccontare e che non ho mai raccontato. Ho la consapevolezza che non sto disegnando più.
Quindi, d'ora in poi, scarabocchierò su queste pagine rivelando cosa avrei potuto disegnare. Ovviamente lo farò con tempi più che saltuari, senza periodicità, che non si pensi poi, e il "pensi" è rivolto a me in prima istanza, che questo sia un progetto vero.
Semplicemente la mia è la volontà di negare ogni ipocrisia di fingermi autore. E' tempo di dire no. Fin che non viene resa pubblica la storia c'è sempre la possibilità in me di far finta che prima o poi ne farò un vero fumetto.Sarebbe fingersi qualcosa che non si è. Finzione verso me stesso. 
Nel momento in cui rivelo cosa avevo in testa non posso più dirmi "quando ho tempo lo farò".
Sono l'assassino delle mie storie.

sp


...e poi chissà. Magari un giorno...
(ecco che ci ricasco)