venerdì 16 marzo 2012

Chiara + Alex



Alex? Non provate a volerlo capire. Non ne sareste capaci. Chiuso in sé stesso, vive in un mondo fatto di allucinazioni, deliri e malattia. A volte, inaspettatamente, sorride, ma non è un bel sorriso.
Il padre non si conosce. La madre da anni soffre. Nei periodi buoni se ne sta a letto. In quelli cattivi usa Alex come tiro a segno. Al figlio dice di non sapere chi è il padre, anche se, è capitato, in alcuni momenti di maggiore violenza, che gli urlasse contro che è uguale al padre. Una volta addirittura gli ha detto che porta lo stesso nome, però è successo in un momento di pesante depressione.
Se è vero che la normalità è un qualcosa di relativo, allora, Alex, è fin troppo normale.
Nonostante la sua difficoltà nei rapporti ha un po’ di amici, non troppi, ma più di quel che ci si aspetterebbe. Una grande amico, Simone e una ragazza, Chiara.
Chiedetegli perchè sta con lei. Vi risponderà “perchè no?”.
E Chiara?
Chiara s’è fatta mora. Sta con Alex anche se lui si dimentica sempre dei loro appuntamenti. Si è laureata ed ora è in graduatoria per un posto d’insegnate. Va d’accordo con tutti. Vuole bene a Marco, ma non come lui vuole bene a lei. Si sforza di far funzionare la loro amicizia.
Possibile riesca a far funzionare tutto?

 [un ringraziamento va a Sara Mento che mi ha dato il permesso di usare una sua foto come modello per il disegno di Chiara. No, lei non è la vera Chiara, so che lo state pensando.]

lunedì 12 marzo 2012

E Quando Giunse Quel Momento... (parte due)



Quando iniziai a pensare ad Alex mi sforzai di renderlo interessante in funzione di Simone. La loro prima storia, che non sono mai riuscito a raccontare, li vedeva diciassettenni, e Simone, ne doveva essere il protagonista.
Alex, anzi Sandro, come lo chiama Simone, in questi anni, prepotentemente s'è preso tutto lo spazio.
Questa è la prima scena che ho immaginato tra loro due bambini.
Simone bambino è QUESTO.

sp

domenica 11 marzo 2012

Ringraziando per l'Immortalità della Sua Arte


[Moebius 1938-2012- ]

e senza saperlo era il suo ultimo giorno mentre pensavo di creare una tavola a fumetti dalla struttura infinita.

martedì 6 marzo 2012

Resoconti

Ci sono due tizi che hanno un blog.
Uno è questo: si firma Ale; l'altro è quest'altro: si firma Kelith.
Ogni tanto ci incontriamo. Ci divertiamo a raccontare quel che succede quando stiamo assieme. Potrebbe interessare come no. Io lo segnalo.

Il resoconto di Ale: Versione Completa

Il resoconto di Kelith: Parte 1
                                 Parte 2
                                 Parte 3 (finale)

Il mio resoconto: ovviamente quello più svogliato

sp

domenica 4 marzo 2012

E Quando Giunse Quel Momento (parte uno)

Alex è un personaggio che mi trascino dietro da un bel po', tant'è che a volte ho il dubbio sia lui a trascinarsi dietro me. Lo disegno da più di dieci anni. Eppure, la maggior parte delle cose che so di lui, non le ho ancora raccontate. Finalmente è giunto il momento di raccontare questa storia.
Un primo passo nella follia...
Settimana prossima la seconda parte (davvero!)

sp

venerdì 2 marzo 2012

HICKSVILLE di Dylan Horrocks


"La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione. Di potenziale non realizzato, di artisti che non hanno mai avuto l'opportunità di realizzare il loro capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate...Oppure vennero epurate da editor dalla mentalità ristretta...

...Un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità..."

Di questo parla Hicksville. Di fumetto. Di cos'è il fumetto, di chi lo fa e chi lo vende, della sua storia. Un'opera stratificata. In cui il media fumetto viene, in modo originale, accostato alla cartografia. Una mappa delle relazioni tra le persone. Perchè anche di questo si parla. Di rapporti umani, della difficoltà di mantenerli e accettarli e di una definizione che forse non c'è.
E poi ci sono fumetti dentro il fumetto. E un fumetto di cui non si capisce nulla, forse.

Hicksville di Dylan Harrock è pubblicato in Italia da Black Velvet.

sp

giovedì 1 marzo 2012

Forse ho qualche problema (sul trailer di The Avengers)

Allora, ho guardato questo trailer:



e mi sono accorto che devo avere qualche problema. C'è qualcosa di sbagliato in me.
Perchè, nonostante i miei preconcetti, la mia altezzosità, il mio essere bastian contrario, nonostante tutto ciò, mi trovo ad esaltarmi per "robe come questa". E' inutile, è più forte di me. Sento qualcosa che mi si gonfia in petto. E' come quando senti una battutaccia e tu sai che non devi ridere ma l'angolo della bocca ti si alza ugualmente. Qualche giorno fa mi è stato chiesto da dove viene la mia passione per l'infanzia perduta. Mi sa che in realtà la sto ancora vivendo la mia infanzia. Davanti ad immagini così divento bambino. O forse mi rivelo.
Poi le immagini finisco, ritorno a pensare normalmente e mi chiedo "che boiata ho visto!?"
Ho fatto una prova. Ho riguardato il trailer qui sopra una seconda volta. Effetto: nulla.

Già che ci sono un pensiero sui vari personaggi:

Cap: il costume è sempre peggio. Dovrebbe essere il simbolo del soldato, la massima autorità e invece sembra un bambolotto.

Thor: come sopra, ma si son sforzati di farli bruttissimi 'sti costumi? Per il resto credo che sarà un'interpretazione a livello del suo film.

Iron Man: ho buone aspettative date le sue precedenti performance nella parte. Anche se c'è il rischio che diventi troppo macchiettistico.

Hulk: vedo che spacca, e va bene. L'effetto "sono un pupazzo in CG" resta.

Occhio di falco: c'è Occhio di Falco nel trailer?

Vedova Nera: Ok, qua non sono obbiettivo nemmeno se riguardo tutto altre cento volte. D'altra parte Scarlett m'è piaciuta anche in the Spirit...Però la scena in cui carica la pistola, va bè.

Nick Fury: è nero.

sp

domenica 26 febbraio 2012

Che Tipo è Sandro?

Ecco una storia non ancora inserita in questo spazio.
Si parla di Alex.


sp

giovedì 23 febbraio 2012

Il lettore

Ultimamente devo disegnare delle cose che "non sono mie".
Il disegno qua sopra, invece, lo è del tutto. Mio.
Immediato, veloce, semplice, banale. Eppure così indispensabile per me.

sp

lunedì 6 febbraio 2012

 

Sono sempre indeciso se spiegare o no. Se esprimere a parole quello che già faccio.
No, mi sa che non lo faccio. Lascio solo questi scarabocchi a bic.
Qualcosa di terapeutico, per me.

sp

mercoledì 25 gennaio 2012

mercoledì 11 gennaio 2012

qualche modifica...

...al blog. Nulla di che. Continuo a mantenere la classica impostazione dato è quella che preferisco. Ho dato una bella ripulita ai contatti della colonna di destra tenendo solo quelli che seguo e che mi interessano, e aggiungendone qualcuno.

Ho iniziato un bel progettino con un altro\a blogher, un indizio, è tra i blog che seguo.

E della nuova testata che ne pensate?

Tanto per non lasciare solo scritte vi lascio il disegno originale. Notate come, da bravo cialtrone, abbia utilizzato un foglio precedentemente utilizzato per un disegno non completato.

sp

martedì 3 gennaio 2012

primo disegno dell'anno

Mi rendo conto che il primo disegno dell'anno è stata un'anziana signora che borbotta da sola sotto la pioggia.
Come se volesse dire qualcosa "primo disegno dell'anno".

sp