lunedì 19 agosto 2019

Aggiornamento: prima pagina del capitolo 5

"Perché non dici le parolacce per intero?": ho disegnato la prima pagina della parte cinque.
Due bambini chiacchierano ma non sapevo in che azione ritrarli. All'ultimo l'illuminazione. Guardano la tivù! Così ci si può buttare dentro una citazione d'altri tempi.



particolare pagina 17

lunedì 12 agosto 2019

Aggiornamento: fine capitolo quattro

Ho terminato il capitolo quattro di Perchè non dici le parolacce per intero?

Pur essendo una storia piccola, la sua realizzazione si sta dimostrando impegnativa. Raccontare il senso di ciò che ho in mente è un percorso tortuoso. A ogni capitolo le cose cambiano. La scena che si svolge in queste nuove quattro pagine fino all'ultimo non l'avevo pensata. Una volta figurata si è andata ad incastrare nell'economia della storia dando così più spazio ad un personaggio e potendone inserire un altro che non aveva ancora trovato spazio.
Insomma, il primo che si trova sorpreso sono io. Spero sarà così anche per chi la leggerà una volta stampata.

E poi mi accorgo che il fumetto si commenta da solo.
La cosa mi sta sfuggendo di mano.

sp

lunedì 5 agosto 2019

Penna nuova...

...illustrazione nuova!
Un disegno per provare una penna nuova. 
Ultimamente fatico a trovare materiale da disegno che mi soddisfi.

studiopazzia illustra Khandie Khisses

Basato su una foto a Khandie Khisses.

giovedì 1 agosto 2019

Perchè non dici le parolacce per intero? - Un aggiornamento

In questi giorni sto disegnando la quarta parte di "Perchè non dici le parolacce per intero?"
La storia sarà di 24 pagine totali suddivise in 6 capitoli da 4 pagine l'uno.
L'obbiettivo è terminarla per il Treviso Comic Book festival di quest'anno.
Per ora non pubblicherò in rete i prossimi capitoli, aspetterò di stamparli e una volta su carta li renderò disponibili anche on-line.
Però continuerò ad aggiornarvi sull'andamento (lento) del processo.
Grazie dell'attenzione!

Vi lascio con una striscia con Alex e... com'è che si chiama?!


P.S.

Su Cent'anni di Nerditudine si parla della ristampa di Bambini.





lunedì 15 aprile 2019

Bambini: seconda edizione

Da qualche tempo ho esaurito le copie di Bambini.
Ho deciso di stamparne una seconda edizione perchè ci tengo che queste storie siano ancora disponibili su carta.
Per giustificare questa nuova stampa ho voluto darle una nuova veste. Ecco quindi una nuova copertina che, pur basandosi sul disegno della precedente, ha una grafica più canonica (con titolo e autore). Al vecchio indice ho aggiunto un'introduzione in cui parlo dell'opera, una post fazione scritta da Firas Schiavon e alcune strisce più recenti (ma che sono già presenti in questo blog).

(Copertina della seconda edizione di Bambini) 

(Quarta di copertina, ammetto che è più fedele all'idea che avevo in mente originariamente)

Per chi avesse già la prima edizione e volesse leggere l'introduzione ve la scrivo qua di seguito:


INTRODUZIONE

Il punto è questo: tutti possono fare fumetto.

Questo volumetto è il mio modo di affermare questa convinzione.

Con “fare fumetto” intendo raccontare attraverso il linguaggio del fumetto. Cosa ben diversa dal considerarsi fumettista.
Impariamo a scrivere, a leggere, a disegnare. Si tende a considerare prerogativa solo di alcuni la possibilità di realizzare fumetti. Non dovrebbe essere così. 
Partendo da questo punto di vista, “Bambini”, si rivela per quello che è: un'esperienza personale che vuole essere condivisa (con la consapevolezza che, essendo mia l'esperienza, si rivelerà decisamente difettosa).

Pur essendone l'autore sono il primo a dirlo: Bambini è una strana creatura. Difficilmente etichettabile. Dalla struttura labile. Una saga senza una meta nè obbiettivi, se non il racconto fine a se stesso.
Ho iniziato a disegnare Bambini nel 2007. Volevo realizzare una striscia a fumetti. E di punto in bianco ho iniziato a disegnare una serie di personaggini. I primi furono Marco, Cerotto, Simone (che inizialmente si sarebbe dovuto chiamare Stefano ma ho fatto confusione con i nomi!) e Chiara. Senza tanto girarci attorno, le prime strisce non erano altro che una brutta copia di Calvin e Hobbes con una spruzzatina di Peanuts. Per cento strisce e poco più ho disegnato questi bambini, aggiungendo qualche personaggio lungo il cammino e trovando il ritmo del racconto lungo la strada. Spesso mi sentivo dire “non l'ho capita”, “non fa ridere”. Io davo per scontato il fatto che non per forza una striscia dovesse far ridere. Era semplicemente quel che volevo raccontare. E mi bastava.
Poi mi son stancato. O meglio, mi pareva di andare con il pilota automatico. A quel punto ho pensato che la cosa più corretta fosse smettere e così ho fatto.
Ma quei maledetti bambini non ne volevano sapere. 
Mi son ritrovato a realizzare brevi o brevissime storie. Qualche pagina. Sprazzi di quotidianità. 
I protagonisti erano sempre loro ma il discorso si era leggermente spostato. Il paesaggio era sempre più presente. Gli anni del racconto, quei primi anni '90 in cui gli '80 non si erano ancora spenti, meno celati. Insomma, Bambini racconta questo: la campagna polesana dei primi anni '90 vista da un gruppo di bocia. Niente più.
Se ti stai chiedendo quanto ci sia di reale in queste storie ti potrei rispondere che il 90% è finzione e il restante 90% è autobiografico (questa battuta l'ho rubata).

Continuo a disegnare Bambini una pagina alla volta. Lentamente e con difficoltà. Maledicendomi ogni volta che sono davanti al foglio. Arrendevolmente non smetto.

Questa è una nuova edizione di Bambini. Dopo due anni anni dalla prima stampa di 100 copie ci tenevo fosse ancora possibile leggere su carta queste storie. Perdona il mio narcisismo!
Oltre ad una nuova impostazione di copertina, ho aggiunto in coda alle storie originarie delle nuove  strisce. In oltre Firas mi ha fatto l'onore di scrivere una postfazione al volume. Con lui sono andato a colpo sicuro, ho sempre avuto l'impressione che avesse capito il cuore del fumetto e gli perdono il fatto di aver usato il mio nome anagrafico (!).

L'infanzia è uno strano periodo nella vita di tutti: trattiamo con rispetto ogni bambino perchè il suo è un mondo serio e gravoso.  
Ogni infanzia è diversa e unica. Non dovremmo dimenticarci del bambino che eravamo. Ci illudiamo di essere altro ma siamo ancora quel bambino ritratto in foto contenute in vecchie scatole di scarpe. 

Quindi, prima di iniziare a leggere questo fumetto, ti chiedo: tu com'eri da bambino?

sp

martedì 5 marzo 2019

domenica 17 febbraio 2019

INKtober 2018: giorno 4

Con vergognoso ritardo inizio a recuperare su questo blog l'inktober dello scorso anno.
Il giorno quattro:

un libro di Murakami Haruki

Kafka sulla spiaggia, Murakami Haruki

mercoledì 3 ottobre 2018

INKtober 2018: giorni 1, 2 e 3

Ottobre. Tempo di INKtober. Anche quest'anno la sfida: un disegno a china al giorno per tutto il mese.
Siccome devo sempre fare quello che voglio ho scelto il tema: libri che ho letto.
Ecco i primi tre giorni.

Giorno 1:

American Gods, Neil Gaiman

Giorno 2:

Don Chisciotte della Mancia, Miguel de Cervantes

Giorno 3:

Città di vetro (Trilogia di New York), Paul Auster

sp

mercoledì 26 settembre 2018

E quando giunse quel momento...


E quando giunse quel momento...
E finalmente, almeno per me, il momento è giunto. Ho stampato questa storia.
Nonostante i grossi limiti grafici e non, nonostante sia una storia di un po' di anni fa, nonostante i nonostante ho voluto autoprodurre questa minima tiratura per darle concretezza.
La storia resterà pubblica in rete. Chi non vuole il cartaceo potrà benissimo continuare a leggerla.
Per chi recupererà l'albetto potrà leggere un epilogo appositamente disegnato.

(tratto da una pagina dell'epilogo)

"E quando giunse quel momento..."
Un'autoproduzione di essepì. Un albo di 32 pagine. Spillato. Vi assicuro che, dal vivo, la cover è ancora più fastidiosa, proprio come quel fatidico momento.
Se ne volete una copia basta chiedere. Mal che vada rispondo "no".

(copertina)